M. Lovisetti
SE/F28 la TARSU
Tassa e Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani - • Natura giuridica e modalità impositive • Applicazione dell’IVA • Regime sanzionatorio • Giurisprudenza
la TARSU

2010

pp. 464

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formato 17 x 24

 

(9788851306342)

 
 
 
 
 
 
 

 

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Una tassa “sulla spazzatura” non può che essere – ma è il destino di tutti i tributi – invisa alla platea dei contribuenti. Se poi si considera che la sua base di calcolo esula dal tipo di servizio fruito, il malcontento di chi è chiamato a corrisponderla cresce.
Ne è consapevole il legislatore, che più volte, e non sempre con chiarezza, è intervenuto sulla disciplina della TARSU (tassa per la rimozione dei rifiuti solidi urbani).
La tormentata produzione normativa sui rifiuti, stretta tra l'obbligo di attuazione delle direttive comunitarie e la persistente situazione d'emergenza del settore, è descritta dall'Autore con ampio ricorso alla prassi ministeriale e alla giurisprudenza: in particolare alle pronunce della Corte di Cassazione, accresciutesi negli ultimi anni e riguardanti anche temi, in precedenza, inediti, come la tassazione delle zone portuali e l'irrogazione delle sanzioni nel caso di violazioni pluriennali.
Ampio rilievo è, inoltre, dedicato a un argomento motivo di ulteriore “insofferenza”: l'applicazione dell'IVA alla TARSU, di per sé incompatibile con un'entrata tributaria.
1. Nozioni generali
1.1 Cenni sulla previgente normativa
1.1.1 La normativa più risalente
1.1.2 L’istituzione del tributo: la legge 366/1941
1.1.3 La revisione del tributo nel d.P.R. 915/1982
1.2 La riforma della tassa (d.lgs. 507/1993)
1.2.1 I principi della riforma
1.2.2 Le successive modificazioni normative
1.2.3 Verso l’abolizione della tassa?
1.3 Natura e caratteri della tassa
1.3.1 Le opinioni nel vigore della legge 366/1941
1.3.2 Il dibattito nella vigenza del d.P.R. 915/1982
1.3.3 Segue: la portata del d.l. 66/1989
1.3.4 Il dibattito nel vigore del d.lgs. 507/1993
1.4 La potestà regolamentare
1.4.1 Lineamenti generali
1.4.2 Il regolamento del servizio
1.4.3 Il regolamento dell’entrata
1.5 Genesi degli atti regolamentari
1.5.1 L’organo competente
1.5.2 Termine di deliberazione e vigenza
1.5.3 La fase di controllo
1.5.4 La pubblicazione
1.5.5 La vigilanza ministeriale
2. Nozione e classificazione dei rifiuti
2.1 Cenni sulla previgente legislazione sui rifiuti
2.1.1 I primordi e la legge 366/1941
2.1.2 Il d.P.R. 915/1982
2.2 I rifiuti nella legislazione vigente
2.2.1 La definizione di rifiuto
2.2.2 Rifiuto e sostanze destinate al recupero
2.2.3 Segue: i sottoprodotti
2.2.4 La nuova classificazione dei rifiuti
2.2.5 I residui non rifiuto
2.3 Particolari categorie di rifiuti
2.3.1 La gestione degli imballaggi
2.3.2 I rifiuti sanitari
2.3.3 Altre particolari tipologie di rifiuto
3. Presupposto e soggetti pass ivi
3.1 Il presupposto
3.1.1 Lineamenti generali
3.1.2 Ubicazione dell’immobile ed uso esclusivo
3.1.3 Le aree scoperte
3.1.4 Segue: i parcheggi, i distributori di carburante e gli stabilimenti balneari
3.1.5 Le aree condominiali
3.2 L’attitudine a produrre rifiuti urbani
3.2.1 La presenza umana
3.2.2 Gli indici di utilizzazione
3.2.3 Inidoneità a produrre rifiuti
3.3 Istituzione e prestazione del servizio
3.3.1 L’effettiva prestazione del servizio
3.3.2 Ridotta o mancata prestazione del servizio
3.3.3 L’emergenza rifiuti in Campania
3.3.4 Le esclusioni dall’obbligo di conferimento
3.3.5 Le zone portuali
3.4 I soggetti passivi
3.4.1 Principi generali
3.4.2 Pluralità di obbligati
3.4.3 I complessi condominiali, le multiproprietà e i centri commerciali integrati
3.4.4 Le scuole pubbliche
3.4.5 Gli Uffici giudiziari
4. La Tassazione delle attività produttive
4.1 L’esclusione delle superfici operative
4.1.1 L’affermazione del principio
4.1.2 L’individuazione delle superfici escluse
4.1.3 Le superfici produttive di residui “non rifiuto”
4.1.4 Oneri formali per fruire dell’esclusione
4.2 I rifiuti assimilati agli urbani
4.2.1 La normativa anteriore al decreto “Ronchi”
4.2.2 Il decreto “Ronchi” e il T.U. Ambiente
4.2.3 La “Tariffa” per i rifiuti assimilati (Cenni)
4.2.4 Modalità dell’assimilazione
4.2.5 I rifiuti assimilati avviati al recupero
4.3 Magazzini, depositi ed altri locali annessi
4.3.1 Le superfici imponibili
4.3.2 Regime di esclusione e pertinenze
4.3.3 Regime di esclusione e aree scoperte
4.4 Pluralità di reparti e di attività nel medesimo complesso
4.4.1 Pluralità di reparti
4.4.2 Gli insediamenti agricoli
4.4.3 Le strutture sanitarie
4.4.4 Pluralità di attività
5. I costi del servizio e la loro ripartizione
5.1 Il costo del servizio e il tasso di copertura
5.1.1 Il principio della riserva legis
5.1.2 Limiti minimo e massimo del gettito
5.1.3 L’inosservanza dei limiti
5.1.4 Le delibere di “mero adeguamento”
5.2 Le componenti di costo
5.2.1 Le componenti positive
5.2.2 Le componenti negative: le entrate da recupero
5.2.3 Le componenti negative: i costi per i rifiuti esterni
5.3 I criteri di ripartizione del tributo
5.3.1 I principi
5.3.2 L’elaborazione giurisprudenziale e l’onere di motivazione
5.3.3 La classificazione delle utenze
5.3.4 Le tariffe
5.3.5 Casistica
5.4 Genesi delle delibere tariffarie
5.4.1 L’organo competente
5.4.2 Termine di deliberazione e di efficacia
5.4.3 I controlli e la pubblicazione
6. L ’applicazione della tassa
6.1 Le modalità di applicazione
6.1.1 Il criterio indiretto e la determinazione della superficie
6.1.2 Segue: la c.d. “superficie catastale”
6.1.3 Il criterio diretto
6.1.4 La dimensione temporale del presupposto
6.2 Le riduzioni tariffarie
6.2.1 Cenni alla legislazione previgente
6.2.2 La disciplina vigente
6.3 I regimi agevolati
6.3.1 Principi generali
6.3.2 Le agevolazioni previste dalla legge
6.4 I tributi collegati
6.4.1 Generalità
6.4.2 L’addizionale ECA
6.4.3 Il tributo provinciale: profili generali
6.4.4 Il tributo provinciale: la disciplina
6.5 La tassa giornaliera di smaltimento
6.5.1 Il presupposto e i soggetti passivi
6.5.2 L’applicazione
7. L ’attuazione della tassa
7.1 Lineamenti generali
7.1.1 Le fonti
7.1.2 I principi contenuti nello Statuto del contribuente
7.1.3 Profili gestionali
7.1.4 Il funzionario responsabile
7.2 Le denunce
7.2.1 La denuncia iniziale
7.2.2 La denuncia di variazione
7.2.3 La denuncia di cessazione
7.2.4 La correzione della denuncia
7.2.5 Le comunicazioni a carico del gestore
7.3 L’attività istruttoria
7.3.1 Principi generali
7.3.2 Le precauzioni per la tutela della riservatezza
7.3.3 La progressione delle attività istruttorie
7.3.4 Le indagini documentali
7.3.5 L’accesso alle superfici
7.3.6 Il ricorso alle presunzioni
7.4 L’avviso di accertamento
7.4.1 Cenni alla previgente disciplina
7.4.2 Funzione dell’avviso di accertamento
7.4.3 Contenuto dell’avviso di accertamento
7.4.4 I termini dell’azione accertatrice
7.4.5 I rapporti tra denuncia e accertamento
7.5 Le sanzioni
7.5.1 Le ipotesi di illecito
7.5.2 Il procedimento di irrogazione
7.5.3 Il ravvedimento operoso
7.5.4 Il cumulo di violazioni
8. La riscossione e il rimborso
8.1 La riscossione tramite ruolo
8.1.1 Generalità
8.1.2 La riscossione spontanea
8.1.3 La riscossione coattiva
8.1.4 Natura e contenuto del ruolo
8.1.5 La formazione dei ruoli
8.1.6 La riscossione in pendenza di processo
8.1.7 I privilegi
8.2 La cartella di pagamento e l’estinzione dell’obbligazione
8.2.1 Natura e contenuto della cartella di pagamento
8.2.2 La notifica della cartella di pagamento
8.2.3 L’estinzione dell’obbligazione
8.2.4 Dilazione e sospensione di pagamento
8.2.5 Gli interessi
8.3 La riscossione disciplinata dai regolamenti comunali
8.3.1 Lineamenti generali
8.3.2 Atti e modalità operative
8.4 Sgravi e rimborsi
8.4.1 La disciplina previgente
8.4.2 La disciplina vigente
8.4.3 Il procedimento di rimborso
9. Cenni sul contenzioso
9.1 La riforma del contenzioso
9.1.1 Generalità
9.1.2 La normativa previgente
9.2 Profili di giurisdizione
9.3 Gli atti impugnabili
9.3.1 Classificazione degli atti
9.3.2 I regolamenti
9.3.3 Le delibere tariffarie
9.3.4 Gli atti impositivi
9.3.5 L’impugnazione dei ruoli “spontanei”
10. La tariffa per la gestione dei rifiuti urbani: profili generali
10.1 Dalla tassa alla tariffa
10.1.1 La tariffa nel d.lgs. 22/1997
10.1.2 Il periodo transitorio
10.1.3 La tariffa nel T.U. Ambiente e il blocco disposto dalla Finanziaria 2007
10.1.4 Il nuovo periodo transitorio
10.2 La natura giuridica
10.2.1 Corrispettivo o tributo?
10.2.2 Le pronunce della Cassazione
10.2.3 Le pronunce della Cassazione: SS.UU. n. 13894/2009
10.2.4 Le pronunce della Corte Costituzionale: la sentenza n. 238/2009 e l’ordinanza n. 300/2009
10.2.5 Le pronunce della Corte Costituzionale: la sentenza n 247/2009
10.3 Presupposto e soggetti passivi
10.3.1 Il presupposto in generale
10.3.2 Profili applicativi
10.3.3 I soggetti passivi
10.4 I soggetti attivi
10.4.1 L’individuazione
10.4.2 Potestà regolamentare e tariffaria
10.4.3 Il piano finanziario
11. La tariffa per la gestione dei rifiuti urbani: profili applicativi
11.1 La tariffa di riferimento
11.1.1 I costi
11.1.2 Il gettito
11.1.3 La struttura binomia
11.1.4 L’articolazione per categorie di utenza e territoriale
11.1.5 I regimi agevolati
11.2 L’applicazione
11.2.1 I criteri di commisurazione
11.2.2 La tariffa per le utenze domestiche
11.2.3 La tariffa per le utenze non domestiche
11.2.4 La tariffa giornaliera di smaltimento
11.3 I tributi collegati e l’IVA
11.3.1 Il tributo provinciale
11.3.2 L’addizionale ECA
11.3.3 L’applicabilità dell’IVA
11.4 L’attuazione
11.4.1 Lineamenti generali
11.4.2 La denuncia
11.4.3 L’accertamento
11.4.4 Le sanzioni
11.4.5 Gli interessi
11.5 La riscossione e i rimborsi
11.5.1 La riscossione volontaria
11.5.2 La riscossione coattiva
11.5.3 I privilegi
11.5.4 I rimborsi
Bibliografia
Maurizio Lovisetti
Avvocato in Brescia, Dottore di Ricerca in diritto tributario presso l’Università degli Studi di Parma e cultore di diritto tributario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia, è consulente di enti locali e di aziende nel settore dei pubblici servizi e dei tributi locali. Autore di articoli su riviste giuridiche, nel 1997 ha pubblicato la monografia “I servizi idrici”.