M. Tozzi
SE/F26 Il Redditometro e le indagini finanziarie
• Le strategie 2009-2011 dell'Amministrazione finanziaria
• Utilizzo degli strumenti di controllo e interrelazioni con gli altri istituti
• Giurisprudenza e costituzione della difesa
• In Appendice, il Provvedimento 11-2-2009 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate
Il Redditometro e le indagini finanziarie

2009

pp. 304

Prezzo €:29,00

Prezzo scontato €21,75

formato 17 x 24

 

(9788851305406)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il redditometro è uno strumento di accertamento del reddito, che definisce la capacità di contribuzione ai fini IRPEF sulla base di speciali indici presuntivi di ricchezza.
In pratica, il fisco, attraverso opportune indagini finanziarie, acquisisce gli elementi per verificare se un certo tenore di vita – valutato con riferimento alla disponibilità di beni e servizi come aeromobili, imbarcazioni, auto di grossa cilindrata, cavalli da corsa, collaboratori familiari ecc. – sia conciliabile con quanto emerge dalla dichiarazione dei redditi. In tal modo, se la ricchezza accertata in via presuntiva si discosta da quella dichiarata di almeno il 25%, per due anni consecutivi, il contribuente potrà essere selezionato per un accertamento sintetico del reddito.
Redditometro, indagini finanziarie, incrocio delle informazioni disponibili si annunciano come i principali dispositivi di lotta all'evasione per gli anni a venire. Il testo ne illustra le peculiarità, offrendo spunti e indicazioni per modificare – riducendola o annullandola – la pretesa impositiva, anche attraverso la prevenzione. Il tutto grazie alle numerose esemplificazioni e all'aggiornamento alle più recenti disposizioni normative.
1. Il potenziamento del contrasto all’evasione. La selezione dei contribuenti
1.1 Considerazioni introduttive
1.2 Il rilancio dei controlli fiscali
1.3 Linee guida dei controlli
1.4 informazioni disponibili per l’anagrafe tributaria
2. I maggiori controlli sul campo e le interrelazioni col redditometro e le indagini finanziarie. Lo sviluppo dell’accertamento
2.1 Premessa
2.2 La verifica fiscale
2.2.1 I beni strumentali
2.2.2 Le rimanenze
2.2.3 Altri componenti negativi
2.2.4 Schede carburanti
2.2.5 I crediti
2.2.6 Il conto cassa
2.3 I rapporti soci/società. Il ruolo delle indagini finanziarie e del redditometro
2.3.1 L’attacco all’antieconomicità
2.3.2 I riflessi dei finanziamenti dei soci
2.3.3 Le indagini finanziarie e l’attribuzione dei ricavi omessi in capo ai soci
2.4 L’accertamento dei redditi
2.4.1 L’accertamento ai sensi dell’art. 39 d.P.R. 600/73 in relazione allo svolgimento di attività
2.4.2 La problematica degli accertamenti degli uffici e l’utilizzo delle presunzioni
2.4.3 Gli accertamenti a tavolino
3. Le nuove possibilità deflattive: l’adesione ai PVC e agli altri accertamenti
3.1 Considerazioni introduttive
3.2 Tra accertamento con adesione e definizione del PVC
3.2.1 L’accertamento con adesione
3.2.2 La nuova definizione del PVC
3.2.3 La definizione integrale e le nuove indicazioni dei PVC
3.2.4 La procedura di definizione
3.2.5 Il pagamento
3.2.6 La definizione dei soci
3.3 Adesione ad altri accertamenti
3.3.1 L’impatto delle tecniche accertative
3.3.2 Riflessioni in ordine alla definizione di un accertamento da redditometro o indagini finanziarie
4. L’accertamento mediante redditometro. Caratteristiche dello strumento, utilizzo e spunti difensivi
4.1 Aspetti introduttivi
4.2 Riferimenti normativi
4.3 Le prescrizioni del quarto comma dell’art. 38 del d.P.R. 600/1973
4.4 I chiarimenti della circolare n. 27/1981
4.4.1 Aeromobili
4.4.2 Navi e imbarcazioni da diporto
4.4.3 Cavalli
4.4.4 Autoveicoli
4.4.5 Residenze secondarie
4.4.6 Collaboratori familiari
4.4.7 Residenze principali e assicurazioni
4.5 Il provvedimento 14 febbraio 2007 che ha aggiornato le modalità di calcolo del redditometro
4.6 Prime osservazioni critiche in relazione ai beni significativi
4.6.1 Le assicurazioni
4.6.2 Gli immobili
4.6.3 Domestici e autovetture
4.7 Gli altri elementi informativi utilizzabili dal fisco
4.8 Il quinto comma dell’art. 38: l’incremento patrimoniale
4.9 Le condizioni di applicabilità del redditometro
4.10 Il rilancio del redditometro
4.11 La selezione dei contribuenti
4.11.1 La lista autovetture – AU
4.11.2 La lista incrementi patrimoniali – T
4.11.3 Un esempio di selezione
4.12 La procedura di applicazione del redditometro e l’incrocio con le indagini finanziarie
4.13 Come si determina il reddito attribuibile
4.14 Il redditometro e gli altri istituti
4.15 La difesa del contribuente
4.15.1 La difesa in merito alle spese sostenute
4.15.2 La difesa per gli incrementi patrimoniali
4.15.3 Alcuni spunti difensivi emergenti dalla relazione Secit del 31 ottobre 1993
4.15.4 Riferimenti giurisprudenziali della Corte di Cassazione in materia di redditometro
5. Le indagini finanziarie
5.1 Cenni introduttivi
5.2 La banca dati sezionale (anagrafe dei conti)
5.3 Quando scatta l’attività di indagine finanziaria
5.4 Soggetti autorizzati alla richiesta di informazioni finanziarie
5.5 La fase procedurale
5.5.1 La movimentazione delle richieste mediante PEC
5.5.2 I soggetti destinatari delle richieste da parte dell’Amministrazione finanziaria
5.5.3 Le notizie riferite alle società fiduciarie
5.5.4 Le richieste al responsabile della struttura accentrata
5.5.5 Le richieste dirette al contribuente
5.6 Le notizie disponibili
5.6.1 Gli allegati al provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2005
5.6.2 L’archivio unico informatico
5.6.3 Ulteriori informazioni disponibili
5.6.4 Le operazioni escluse
5.6.5 Riservatezza e conservazione delle informazioni
5.7 La finalità dell’indagine finanziaria
5.7.1 L’estensione ai professionisti della presunzione riferita ai prelevamenti
5.8 Indagini nei confronti di terzi
5.9 Il trattamento dei costi occulti nell’accertamento
5.10 Spunti difensivi e tracciabilità dei ricavi o compensi
5.10.1 La (non) tracciabilità dei compensi per i professionisti
6. Le interrelazioni degli accertamenti da redditometro e indagini finanziarie con gli studi di settore e il regime dei minimi
6.1 Il redditometro e le indagini finanziarie in rapporto agli studi di settore
6.1.1 Considerazioni introduttive
6.1.2 Gli indicatori di normalità economica del 2006 e del 2007
6.1.3 Il contraddittorio
6.1.4 Gli studi evoluti e i nuovi indicatori
6.1.5 Le modalità di adeguamento
6.1.6 La portata probatoria degli studi di settore e i riflessi in termini di redditometro e indagini finanziarie
6.2 Il regime dei minimi: vantaggi in termini di accertamento e problematiche da redditometro e indagini finanziarie
6.2.1 L’utilizzo del redditometro e delle indagini finanziarie nei confronti dei contribuenti minimi
6.2.2 Gli interessati al regime dei minimi
6.2.3 Perché conviene aderire
6.2.4 Le condizioni di accesso da rispettare
6.2.4.1 Ricavi o compensi
6.2.4.2 Cessioni all’esportazione
6.2.4.3 La presenza di dipendenti
6.2.4.4 Beni strumentali
6.2.5 Le cause di esclusione
6.2.6 L’adesione al regime e le conseguenze in termini IVA
6.2.7 L’adesione al regime e i riflessi in termini di componenti di reddito “rinviati”
6.2.8 Come si determina il reddito dei minimi
6.2.9 Tassazione e acconti
6.2.10 Agevolazioni contabili
6.2.11 Le cause di decadenza
6.2.12 La fase dell’accertamento e la selezione da redditometro o da indagini finanziarie
Appendice
Circolare n. 49/E del 9 agosto 2007
– Accertamento del reddito complessivo netto delle persone fisiche determinato sinteticamente ai sensi dell’art. 38, quarto e quinto comma, del d.P.R. n. 600/1973 – Segnalazioni centralizzate – Istruzioni operative.
Circolare n. 32/E del 19 ottobre 2006 – Indagini finanziarie – Poteri degli uffici: art. 32, primo comma, numeri 2), 5) e 7) del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e art. 51, secondo comma, numeri 2), 5) e 7), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, come modificati dai commi 402 e 403 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311
Provvedimento 11 febbraio 2009 – Aggiornamento per gli anni 2008 e 2009 della tabella allegata al decreto ministeriale 10 settembre 1992 (come modificato dal decreto ministeriale 19 novembre 1992) riguardante la determinazione, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, degli indici e coefficienti presuntivi di reddito o di maggior reddito, in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva
Maurizio Tozzi
Funzionario del Dipartimento delle finanze, ufficio legislazione tributaria, Dottore Commercialista, collaboratore di “ItaliaOggi”, relatore in corsi, seminari e convegni in materia tributaria, con particolare riguardo alle tematiche di accertamento e verifiche fiscali. Docente SSEF, componente della fondazione centro studi dell’UNGDCEC, è autore di molteplici pubblicazioni a cura delle principali case editrici nazionali del settore fiscale.